Pubblicato :
05/11/2026 12:00:19
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Presentazione Vini
In questa guida trovi tutto quello che serve per capirlo e scegliere bene: la storia, la tecnica di produzione, le caratteristiche, la stagionalità e gli abbinamenti. Per la Gente di Colderove il Novello è una tradizione che si rinnova ogni anno: è il primo appuntamento con la nuova vendemmia, da condividere a tavola.
Il Novello è un vino rosso da bere giovane, subito dopo l'imbottigliamento. Ha colore vivace, profumi di frutta fresca, pochissimo tannino e una gradazione moderata. Non è fatto per invecchiare: il suo fascino sta proprio nella freschezza dei primi mesi.
Una precisazione utile: Novello e vino nuovo non sono la stessa cosa. Il vino nuovo è semplicemente il vino dell'ultima annata, ottenuto anche con metodi tradizionali. Il Novello, invece, si definisce per il metodo: deve derivare almeno in parte dalla macerazione carbonica di uve intere e rispettare regole precise di legge. In Italia la menzione "novello" spetta solo a vini DOP o IGP il cui disciplinare la preveda.
Può essere fermo o leggermente frizzante e nasce da molti vitigni diversi, per questo da un territorio all'altro il suo carattere cambia: Merlot, Sangiovese, Barbera, Montepulciano, Teroldego, Cabernet e altre uve a bacca rossa danno novelli con profili diversi.
Il Novello nasce in Francia, nella regione del Beaujolais, intorno agli anni Trenta del Novecento. I viticoltori valorizzavano così il Gamay, uva considerata meno pregiata rispetto ai vini della vicina Borgogna, proponendo un vino giovane da bere subito. Il riconoscimento ufficiale del Beaujolais Nouveau arriva negli anni Cinquanta, ma è negli anni Ottanta che l'uscita del nuovo vino, a mezzanotte del terzo giovedì di novembre, diventa un evento internazionale.
In Italia la produzione parte verso la metà degli anni Settanta: le cantine seguono l'esempio francese per dare nuovo slancio al mercato. In Trentino si ricorda un primo novello già nel 1979. Negli anni Ottanta e Novanta il fenomeno cresce in tutto il Paese, dal Veneto alla Toscana, dal Trentino al Sud, e il Novello diventa un rito di inizio autunno.
Poi arriva il ridimensionamento. Da oltre 15 milioni di bottiglie di fine anni Duemila si scende a circa 2 milioni nel 2018, per poi risalire a circa 4 milioni nel 2021: oggi il Novello è meno diffuso ma più curato, con produttori che puntano su qualità e territorio.
La tradizione popolare lo lega a San Martino (11 novembre), quando "ogni mosto è vino": è la festa che segna il passaggio dalla vendemmia ai primi assaggi, con castagne, sagre e tavolate. La data di legge per l'uscita, oggi, è però anticipata al 30 ottobre.
Il segreto del Novello è la macerazione carbonica. I grappoli non vengono pigiati: si introducono interi, con il raspo, in vasche chiuse e sature di anidride carbonica. In assenza di ossigeno parte una fermentazione che avviene dentro l'acino stesso, un processo molto diverso dalla vinificazione tradizionale.
Il risultato è un vino che estrae in fretta colore e aromi ma pochissimo tannino. Dopo alcuni giorni le uve vengono pressate e il vino completa la fermentazione con i metodi classici, poi viene travasato e imbottigliato in tempi rapidi, in modo da essere pronto a fine ottobre.
In Francia il Beaujolais Nouveau nasce interamente da macerazione carbonica di Gamay. In Italia le regole sono più flessibili: ecco cosa prevede il disciplinare.
| Requisito | Regola per il Novello italiano |
|---|---|
| Macerazione carbonica | Almeno il 40% del vino da uve intere; il resto può seguire la vinificazione tradizionale |
| Gradazione | Minimo 11% vol di titolo alcolometrico totale |
| Zuccheri residui | Massimo 10 g/l |
| Denominazione | Solo vini DOP o IGP il cui disciplinare preveda la menzione "novello" |
| Immissione al consumo | Dalle 00:01 del 30 ottobre dell'anno di vendemmia |
| Imbottigliamento | Entro il 31 dicembre dello stesso anno |
La norma di riferimento è il decreto ministeriale del 13 agosto 2012, che ha anticipato la data di uscita dal 6 al 30 ottobre. Poiché la soglia di legge è il 40%, due novelli italiani possono essere molto diversi tra loro: quando in etichetta o nella scheda è indicata la percentuale di macerazione carbonica, è l'informazione più utile. Più si avvicina al 100%, più il profilo sarà fruttato e immediato.
Il Novello si riconosce subito: rosso rubino vivace con riflessi violacei, spesso più intenso di quanto ci si aspetti da un vino leggero.
Come servirlo. La temperatura ideale è di 12-14 °C: un rosso leggermente fresco, che esalta la frutta e la vivacità. Un calice di media capienza va benissimo e non serve decantarlo.
Come conservarlo. Il Novello è fatto per essere bevuto in fretta: tienilo in un luogo fresco, al buio, e consumalo preferibilmente entro i primi mesi. Alcuni produttori indicano un consumo fino a 12 mesi dall'imbottigliamento, ma è nei mesi autunnali e invernali che dà il meglio di sé.
Il Novello 2026 si può aprire dalla Mezzanotte di venerdì 30 ottobre 2026. La data non la sceglie il produttore: la fissa la legge, ed è valida per tutta Italia. L'imbottigliamento deve concludersi entro il 31 dicembre dell'anno di vendemmia.
Se trovi ancora scritto "il Novello esce il 6 novembre", si tratta della vecchia data: dal 2012 il termine è stato anticipato al 30 ottobre.
Novello e Beaujolais Nouveau: le date a confronto
| Vino | Uscita sul mercato | Nel 2026 |
|---|---|---|
| Vino Novello italiano | 30 ottobre | venerdì 30 ottobre |
| Beaujolais Nouveau francese | Terzo giovedì di novembre | giovedì 19 novembre |
Il Novello italiano arriva quindi circa tre settimane prima del cugino francese.
Quanto dura. È il vino dell'autunno e dell'inverno: il periodo migliore va da fine ottobre alle feste di fine anno. Il Novello Colderove nel corso dell'anno matura e assume le caratteristiche di un vino da pasto quotidiano.
In molte zone d'Italia, nei primi giorni di novembre, si organizzano feste e sagre del Novello con degustazioni, castagne e musica, un buon modo per vivere la tradizione.

Fresco, poco tannico e fruttato, il Novello è un rosso versatile e conviviale: si abbina bene ai piatti semplici e saporiti dell'autunno, senza sovrastarli.
| Piatto | Perché funziona |
|---|---|
| Castagne e caldarroste | L'abbinamento della tradizione: dolcezza della castagna e frutto fresco del vino |
| Salumi (soppressa, salame, prosciutto crudo) | La freschezza pulisce il palato dalla componente grassa |
| Zuppe, zucca e risotti autunnali | Piatti morbidi e delicati che non coprono il frutto del vino |
| Polenta con funghi o salsiccia | Rustica e saporita, regge bene un rosso giovane |
| Carni bianche e arrosti leggeri | Il tannino basso evita contrasti aspri |
| Formaggi freschi e semistagionati | Si accompagnano senza sbilanciarsi |
| Pizza e piatti al forno | Un rosso leggero e piacevole, da servire fresco: vedi anche vino e pizza |

Cosa evitare. Con i brasati, la selvaggina e i formaggi molto stagionati meglio un rosso più strutturato, come un Valpolicella Ripasso o uno dei nostri vini rossi. Per il pesce, invece, è preferibile un bianco: trovi i consigli nella guida vino per il pesce.
Occasioni. Il Novello è ideale per una cena tra amici, per un aperitivo con taglieri di salumi, per le serate di San Martino o come regalo di stagione.
Il Novello Colderove è un rosso della Marca Trevigiana, in Veneto, ottenuto da uve Merlot e Cabernet con macerazione carbonica. Ha un bouquet di mosto fresco e 11,5% vol di alcol, e va servito a 12-14 °C. È pensato per accompagnare i piatti autunnali come zucca e castagne, ma sta bene anche con salumi, carni bianche e carni rosse. Disponibile in bottiglia da 75 cl, è disponibile in quantità limitata: scoprilo e ordinalo online.
Dalle 00:01 del 30 ottobre 2026, per legge. Il confezionamento deve concludersi entro il 31 dicembre.
Il minimo di legge è 11% vol di titolo alcolometrico totale. In genere si trova tra 11 e 12,5%.
Il vino nuovo è quello dell'ultima annata, fatto anche con tecniche tradizionali. Il Novello deve derivare almeno per il 40% da macerazione carbonica di uve intere e rispettare le regole del disciplinare.
È una tecnica in cui i grappoli interi, non pigiati, fermentano in vasche sature di anidride carbonica. Dà vini fruttati, di colore vivace e con pochissimo tannino.
Tra 12 e 14 °C, in un calice di media capienza.
È un vino da bere giovane: meglio nei primi mesi dopo l'imbottigliamento. Alcuni produttori indicano fino a 12 mesi, ma il momento migliore è l'autunno-inverno.
Sono parenti stretti ma non uguali. Il Beaujolais Nouveau è fatto con il 100% di uve Gamay in macerazione carbonica e esce il terzo giovedì di novembre. Il Novello italiano può nascere da molti vitigni e arriva il 30 ottobre.
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